BIRRIFICIO DEGLI ARCHI - Birrificio artigianale Viareggio - Toscana
BIRRIFICIO DEGLI ARCHI - Birrificio artigianale Viareggio - Toscana

BIRRIFICIO DEGLI ARCHI - Birrificio artigianale Viareggio - Lucca - Toscana

Amicizia, passione, imprenditorialità e un sogno. Dal kit fai da te con le pentole da cucina per produrre “qualche litro” al birrificio artigianale. A sentirla, nel bel mezzo della tempesta economica perfetta, la loro storia assume il valore della più grande delle sfide. E’ un mix di avventura, pazienza ed imprenditorialità che butta lo sguardo al di la della crisi. A distanza di alcuni anni quel sogno - quel “desiderio di costruire insieme” - li porterà fino a Norimberga dove il Birrificio degli Archi, con la loro birra artigianale Made in Viareggio, parteciperà all’European Beer Star 2011. Non è ancora successo ma è come se “avessimo già vinto - racconta Roberto Cecchini, uno degli 8 birrai-imprenditori viareggini – siamo riusciti a trasformare quello che era un hobby comune, che ci ha sempre legato, in un’attività brassicola a livello imprenditoriale”. Qualche piccola soddisfazione, dopo parecchi sacrifici (e non solo economici) si inizia ad intravedere: la citazione nella guida Slow Food dei Birrifici d’Italia e ne La Via della Birra insieme ad un crescente interesse da parte di ristoranti, enoteche e pub. Le loro birre prodotte con metodo artigianale tradizionale si ispirano allo spirito goliardico del Carnevale di Viareggio (la classica bitter ale inglese “Baccanale” ispirata alle inglesi Bitter Ale, con un tocco di forte originalità dato dall'aromatizzazione con il miele di castagno), ai suoi celebri luoghi come la rossa “Regia” che richiama la storica strada, ai suoi straordinari personaggi (la stout “Ossessa” dedicata al famoso quadro di Lorenzo Viani). La prima etichetta porta addirittura l’età della nascita del primo agglomerato di Viareggio: “1701”. E’ una birra chiara, classica, “che si lascia bere”, alla kolsch tedesca. E’ la prima birra firmata dal “Birrificio degli Archi”. L’ultima nata in casa è la Atman in onore del ristorante di Pescia che l’ha battezzata per primo diretto dallo chef Igles Corelli. Già pronta la speciale produzione celebrativa per il prossimo Natale che i ragazzi degli Archi hanno deciso di chiamare Duman (in richiamo al calendario celtico). Solo 800 gli “esemplari”. “Non sono birre industriali– sottolinea subito – ma nemmeno birre esclusive. Non sono necessariamente per pochi, direi l’esatto contrario. Cerchiamo di produrre una birra artigianale che rispecchi le nostre esperienze e i nostri obiettivi. Usiamo le foglie di luppolo vere e malto di qualità. Il prezzo è giustificato dall’artigianalità della produzione e dai metodi”.